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Il sottoscritto Tommaso Torre, titolare della ditta individuale EGADI ESCURSIONI di Torre Tommaso con sede in via S. Noto, 2 – Marettimo 91023 (Favignana) – partita iva 02635240811 e C.F. TRR TMS 84M20 D423D con la presente istanza rappresenta, a codesta spettabile Autorità marittima, una situazione di criticità attuale ed emergenziale che investe la propria azienda e che sta determinando un danno di immagine e di efficienza nella resa del servizio offerto [escursioni e trasferimenti da e per le Isole Egadi] tale da sfociare -al palesarsi della mancanza di contromisure più che adeguate- in prevedibili, quanto inevitabili, ripercussioni economiche gravissime [con le connesse, immaginabili ricadute economiche per le molte famiglie legate a questo lavoro, in un periodo di per sé già complicatissimo per tutti] ma anche di gradimento del servizio da parte dell’utenza turistica nazionale ed internazionale, così da arrecare un nocumento pubblicistico evidente alla scelta della città di Trapani quale meta turistica futura, fornendo un volano negativo del quale risentirà tutto l’apparato settoriale locale.

Tale premessa, che di seguito verrà eviscerata e sostanziata, si intenda precipuamente quale concreta e lungimirante analisi di specificità, proposta da chi ha investito da sempre ed investe ancora, ogni giorno, la propria passione, la propria capacità, il quotidiano impulso fattivo sposato alla propria sudata esperienza, com’anche ingenti capitali e risorse d’ogni genere, in primis umane, per portare lavoro e ricchezza nel nostro meraviglioso quanto sofferto territorio. Non da ultimo, e qui l’istante si permette di vestirsi di un frammento importante di ulteriore autorevolezza, ha investito ed investe un rischio enorme, inscindibilmente coniugato ad una responsabilità di pari grandezza.

Tanto inferito nel cappello della richiesta de quo per anticipare, da ultimo, che la soluzione alla problematica che si andrà ad esporre è inaspettatamente semplice, duplice (come si avrà modo di spiegare) e nella piena disponibilità di codesta spettabile Autorità, la quale auspicabilmente non dovrà, in siffatta eventualità, investire alcuna ulteriore risorsa ma unicamente dimostrare attenzione per le istanze rappresentate, volontà risolutoria e capacità di attendere ai doveri istituzionali con una tempistica che dovrà confrontarsi con quella, feroce, del mondo del mercato e del lavoro, che spietatamente non aspetta nessuno.

Si chiede, pertanto, qualcosa di possibile, di realizzabile e di giusto: una soluzione praticabile, risolutiva e con effetto immediato.

Il sottoscrivente Tommaso Torre ha iniziato la propria attività di armatore a Trapani molti anni fa, fondando la EGADI ESCURSIONI con una sola barca da circa 50 posti, pochi dipendenti, tanta voglia e tante speranze. Per lo svolgimento delle molteplici attività propedeutiche all’assolvimento delle finalità societarie [escursioni alle Egadi ma anche collegamento e trasferimenti per le isole minori], ha inizialmente ottenuto in concessione l’utilizzo di un piccolo box con funzioni di biglietteria lungo il viale Ammiraglio Staiti, sufficiente a quel tempo per le esigenze e le dimensioni della propria ditta armatrice ed al cui interno veniva destinata una sola dipendente.

Nel corso del tempo, il duro e instancabile lavoro di squadra, validato ed orchestrato da una sapiente capacità organizzativa e pianificativa, ha consentito a questa giovane azienda di espandersi in modo sano quanto imperioso, crescendo di stagione in stagione fino ad arrivare, circa dieci anni dopo, a vantare in porto e per gli stessi scopi turistici e di servizio trasferimento per cui si è costituita, una flotta composta da due motonavi con capacità complessiva di circa 600 posti.

Tale accrescimento di volume di affari e di utenza servita ha consentito alla mia ditta armatrice di assumere molto più personale, di stipendiare famiglie trapanesi, di dare lavoro in modo diretto quanto attraverso l’indotto a moltissimi altri prestatori d’opera, cosa di cui sono fiero e di cui avverto in ogni momento, come premesso poc’anzi, la responsabilità.

Da circa 50 passeggeri a poco meno di 600, risulta essere una crescita numerica di utenza in banchina, prima ancora che sulle imbarcazioni, di assoluto rilievo ma anche di altrettanto, assoluto onere gestionale e organizzativo.

Di pari passo all’incremento dell’utenza, inevitabilmente, all’interno del piccolo box/biglietteria, sono pertanto iniziati ad incrementare anche i dipendenti: da una a due persone, strette quanto quegli spazi minimi lo imponevano; poi tre, in quell’ambiente angusto che, al netto delle suppellettili d’ufficio indispensabili allo svolgimento dell’attività in parola, hanno una metratura utile appena per entrare ed uscire.

Siamo arrivati, all’occorrenza, anche a quattro dipendenti, che si pestano i piedi e che attengono a così tante mansioni contemporaneamente che sembra impossibile possano riuscirci senza esplodere, lì dentro, ma del resto non è possibile farne a meno perché devo rapportare i dipendenti al numero di turisti e di isolani che si avvalgono dei servizi della EGADI ESCURSIONI.

In presa d’atto di quanto sopra, il sottoscritto ha più volte, nel tempo, rappresentato oralmente ai vari incaricati dei Vostri spettabili uffici la necessità di ottenere il permesso di ampliare la metratura del box/biglietteria, poiché non ha altra soluzione che rivolgersi all’Ente che detiene le concessioni in banchina per poter ottenere, nella assoluta legalità, soddisfacimento alle più che legittime richieste imprenditoriali.

Un ampliamento generoso oppure la concessione di una seconda biglietteria, così da riuscire da un lato a svolgere l’attività in linea con gli standard di professionalità ed efficienza che caratterizzano l’azienda, che soddisfano il cliente e che ci fanno crescere, dall’altro ponendo il personale dipendente nelle migliori condizioni di ambiente di lavoro possibili.

La EGADI ESCURSIONI non ha mai chiesto investimenti onerosi, si è sempre proposta di realizzare di propria tasca l’ampliamento della biglietteria esistente come la costruzione di una seconda biglietteria, oltretutto corrispondendo puntualmente anche la tassa di accresciuta occupazione del suolo della banchina, portando guadagno anche all’Ente detentore dei diritti.

Cosa può fare di più, cosa può augurarsi e proporre e auspicare di più un imprenditore se non che ciò che è giusto, ovvio, palese e realizzabile a costo zero (anzi, con guadagno di tutti: ditta armatrice, Autorità portuale, turisti, dipendenti stipendiati etc…)?

Si pensi, tra l’altro, che le concessioni sono sempre revocabili e che, pertanto, non vi sarebbe un impegno dal quale l’Autorità portuale non potrebbe più slegarsi… ma allora perché non essere flessibili e concedere licenza in base alle esigenze dimostrabili e facilmente riscontrabili?

Qual è l’ostacolo insormontabile (e invisibile) che impedisce tutto ciò?

Lo scrivente se lo chiede perché ogni volta ha ottenuto risposte vaghe ma di diniego più che certo, sistematico. E’ stato dissuaso e persuaso che non vi era possibilità alcuna, poi che era nella programmazione futura di codesta Autorità portuale una totale rivisitazione della logistica della banchina, con costruzione di ulteriori strutture per l’insediamento delle biglietterie degli operatori di settore (la EGADI ESCURSIONI non è l’unico operatore di settore ad avere di questi problemi, ma probabilmente è quello che li ha di entità superlativa rispetto agli altri proprio per il numero di imbarcazioni che utilizza ed il conseguente numero di passeggeri che imbarca, ad oggi il maggiore di qualunque altro competitor locale).

Fantasmi, utopie, leggende, e nel mentre il mondo del lavoro soffoca, i problemi non si risolvono mai e le tasse, gli stipendi come le rate da pagare scadono sempre senza sentire nessuna scusa e pretendono, giustamente, pagamenti puntuali.

Allora qui dobbiamo capirci bene, dobbiamo trovare una linea univoca, perché non può essere che c’è chi tira a destra e chi a sinistra, così non si cresce, così si affoga.

Ci sono altre soluzioni?

Sì, soluzioni ancora migliori e ugualmente a costo zero per lo Stato e per codesta Autorità Portuale.

E’ notorio che vi siano uffici liberi nella nuova Stazione Marittima di via Ammiraglio Staiti, in banchina, dove sono presenti anche le biglietterie di altri operatori.

Ebbene, perché dovrebbero rimanere vuoti degli uffici di una, ripetesi, STAZIONE MARITTIMA, quando possono essere affidati agli operatori di settore?

Le persone che vengono al porto e che acquistano i biglietti, si aspettano di farlo proprio negli uffici nati per quello scopo, dinanzi all’imbarco dei traghetti, dove infatti è presente la compagnia che detiene l’appalto regionale per i trasferimenti alle Egadi.

Ebbene, questa compagnia, che vanta la fortuna di ricevere cospicui fondi dalla Regione, ha anche l’agevolazione di avere l’uso degli uffici proprio nel punto migliore e nella struttura idonea, mentre la EGADI ESCURSIONI ha un piccolo box in fondo al porto e non riceve alcun sostentamento economico governativo.

La ditta dello scrivente ha presentato regolare richiesta per l’ottenimento dell’utilizzo di un ufficio in quella Stazione Marittima [istanza del 04/06/2019 trasmessa a codesta Autorità all’indirizzo di posta elettronica certificata info@pec.portpalermo.it e colì pervenuta alle ore 18:11 del 04/06/2019, come da ricevuta e accettazione pec], come di un adeguato ampliamento della concessione che già detiene [istanza del 17/02/2020 trasmessa a codesta Autorità all’indirizzo di posta elettronica certificata info@pec.portpalermo.it e colì pervenuta alle ore 13:38 del 17/02/2020, come da ricevuta e accettazione], ma… siamo ancora in attesa di risposta!

Tutta questa politica di rimandi e di attese insolute, mal si concilia, anzi, non si concilia per nulla con il mondo dell’imprenditoria, degli affari, del turismo, che pretende servizi all’altezza come pagamenti puntuali delle spese e degli stipendi a cui non si può far fronte se non si riesce a erogare un servizio non solo dignitoso, ma pienamente soddisfacente, che porti il turista a parlare bene di noi e a tornare a Trapani e non, invece, a lamentarsi di essere stato testimone di una realtà professionale arretrata, insufficiente, indecorosa.

Pretendiamo di dimostrare il nostro valore, di lavorare a testa alta e di poter costruire nel tempo una realtà imprenditoriale di settore pari alle bellezze che ci onoriamo di esibire e di ammirare ogni giorno.

Per farlo, però, dobbiamo essere tutti protagonisti all’altezza, in ogni grado e ruolo e compito a partire dalle Istituzioni, che non posso rimanere sorde alle richieste, opache ai cambiamenti e lentissime in ogni riscontro alle istanze del mondo del lavoro, asfissiando le aziende sane che combattono per la sopravvivenza, che rischiano continuando a investire per ingrandirsi, per migliorarsi, per portare valore e crescita e respiro economico alla nostra realtà altrimenti depressa. Dobbiamo essere tutti una squadra efficiente e il singolo imprenditore, se abbandonato a sé stesso e non supportato dal sistema-paese, non può andare lontano o, anzi, magari lontano ci va, come molti fanno, a investire all’estero con tanti saluti a chi rimane a pagare le tasse e a tenere a galla il paese.

A tutto ciò si sommi l’arrivo, quanto mai improvvido, di una pandemia mondiale, che ha messo in ginocchio molti settori, a partire da quello del turismo di cui ci occupiamo da una vita e che è spina dorsale imprescindibile dell’economia nazionale ma, ancor di più, della nostra Sicilia. Il Covid-19 ha portato con sé tantissime vite, ha ingenerato paure, ansie e incertezze nella popolazione, le ha instillato rabbia e frustrazione mentre misure draconiane venivano adottate dai governanti per contenere gli effetti devastanti causati dalla propagazione del virus.

Gli spazi interpersonali sono diventati importanti, fondamentali, tanto per la sicurezza reale quanto per quella percepita, psicologicamente altrettanto importante, e ciò vale tanto per i turisti quanto per i dipendenti, che hanno il sacrosanto diritto di svolgere la loro attività nelle più idonee condizioni di igiene e sicurezza possibili.

Codesta spettabile Autorità ben comprenderà che non possa esserci un capovolgimento dei ruoli, dove al datore di lavoro che “sfugge” per convenienza economica ai propri doveri verso le condizioni di lavoro dei dipendenti si sostituisca quello che brama e si danna per confezionargli l’ambiente ideale, e che viceversa l’Ente concessionario e controllore, anziché invitarlo, richiamarlo o al peggio sanzionarlo affinché vi adempia, lo freni e gli impedisca di assolvere agli obblighi spettanti… dev’esserci un matrimonio di intenti e di azioni.

La fragilità del sistema, l’incertezza e la gravissima situazione economica che incide tanto sugli imprenditori quanto sui dipendenti e le loro famiglie e, nondimeno, la contestualizzazione di tutto all’interno di una pandemia mondiale che ha riscritto priorità e condizioni, non permettono più ritardi o incertezze di sorta: abbiamo bisogno di trovare risposta, comprensione e sostegno da parte delle istituzioni, in primis da parte di codesta Autorità portuale!

Se riusciamo a comprendere che in alcuni ambiti non vi siano i fondi o le risorse per migliorarsi e che necessariamente anche le autorità locali si trovino ad alzare le braccia, impotenti, nei casi in cui invece l’imprenditore, come nel caso di specie, propone, assieme ai problemi, le soluzioni a costo zero o addirittura a vantaggio di tutti, ritengo debba esserci compartecipazione, ascolto attivo e riscontro rapido, coerente e risolutivo.

Per dirla con la più elementare delle metafore, “siamo tutti nella stessa barca”: se affonda l’imprenditoria, se chiude il privato, se chi ci mette investimento, rischio e lavoro prende i suoi risparmi (se ancora ne ha) e se ne vola all’estero dove le politiche sono più vantaggiose, non passa molto che non ci saranno più tasse per gli stipendi pubblici, per gli straordinari, le assunzioni, risorse umane e strumentali e, con essi, i servizi indispensabili a tutti i cittadini. In parte, purtroppo, è già così.

Lavoriamo insieme, cooperiamo, veniamoci incontro e cerchiamo di tenere in piedi, con dignità, orgoglio e quella sincera ostinazione che ci riconosciamo, la nostra realtà che ha ancora molto da offrire a noi e a chi verrà dopo di noi.

Confido in una Vostra attenta valutazione di quanto proposto e richiesto, rimanendo in attesa di un cortese quanto possibilmente sollecito riscontro, anche per avere la disponibilità dei necessari tempi tecnici di realizzazione dei lavori di trasferimento e/o adeguamento locali.

Tommaso TORRE

EGADI ESCURSIONI di Torre Tommaso